BTO 2015: dai tatuaggi ai beacons

BTO 2015: dai tatuaggi ai beacons
Condividi

Non so se questa edizione di BTO sia stata davvero la più bella di sempre, ma credo che anche i più critici non possano non riconoscere all’evento la grande capacità di essere il miglior “contenitore” di innovazione in ambito turistico, in Italia. Come evidenziato da Emmer Guerra di Amadeus, nel corso di uno degli interventi a mio avviso più interessanti, occorre però svincolarsi dal concetto per cui innovazione equivale a nuova tecnologia, ed interpretarne il significato in una maniera più ampia, che includa processi evolutivi, etica..consapevolezza.

Una traccia frequente che ho rilevato – consapevolmente – tra i vari contributi e panel ascoltati è stata quella dello spostamento del focus, per chi opera nel marketing turistico, dalle persone ai bisogni delle persone. Sono i bisogni ad aggregare le persone, diverse per età, sesso, provenienza, classe sociale ma accomunate dallo stesso desiderio: vivere un’esperienza di viaggio particolare.
Una slide – confesso di non ricordare di quale presentazione :-) – riportava un’immagine emblematica, con tre foto di personaggi che apparentemente non potrebbero avere nulla in comune: Angelina Jolie, un giovane nordeuropeo e un vecchio signore con la barba, forse un pescatore. Eppure una cosa li rende un target unico: la passione per i tatuaggi. Ecco allora che per un tatuatore quelli sono tre potenziali clienti, anche se appartenenti a mondi tra loro enormemente distanti.
Anche nel turismo quindi le canoniche segmentazioni dei turisti con categorie rigide sono da ritenersi superate, in quanto ognuno di noi è contemporaneamente più tipi di viaggiatori e in ogni viaggio siamo motivati da bisogni ed interessi diversi che ci spingono verso una destinazione piuttosto che un’altra.
E anche per lo stesso viaggio le motivazioni possono essere diverse. Basti pensare alla crescita che sta avendo il “bleisure”ovvero l’abbinamento tra due mondi ritenuti prima separati, i soggiorni d’affari (business) e quelli legati al relax e al tempo libero (leisure). L’attenzione crescente dei viaggiatori d’affari alla necessità di trascorrere più tempo in famiglia e/o trovare momenti di svago durante la trasferta di lavoro ne sta modificando i comportamenti e le scelte, e chi sta dal lato dell’offerta non può non tenerne conto.

Altro concetto trasversale è stato il tentativo, più o meno approfondito, di descrivere i comportamenti rilevanti per il settore turistico della generazione Y, i “millennials“.  Rimando ad altri articoli una migliore trattazione dell’argomento, ma due cose mi hanno fatto sorridere e voglio riportarle. La prima riguarda uni dei tanti modi in cui questa benedetta nuova generazione viene chiamata: “look down generation”…a chi legge la facile interpretazione. La seconda è invece riguarda le immagini che ad essa ho visto associare: giovani uomini e donne spettinati e con tatuaggi in bella mostra (di nuovo).

Molto si è parlato anche di share economy (più bene che male a dire il vero), mentre sul lato social il protagonista assoluto è stato Instagram. Ottime le indicazioni per l’utilizzo corretto dei post sponsorizzati,  Instagram Ads, opzione introdotta da pochissimo, integrata con Facebook Ads, e che apre nuove prospettive per l’advertising on line nel settore travel, dove la comunicazione attraverso le immagini assume sempre maggior importanza.
E dopo aver visto gli educational tour, i press tour, i blog tour..  preparate le vostre destinazioni ad accogliere gli Instatour, con gruppi di Instagramers (tatuati) ospitati sul territorio e pronti a fotografare ogni cosa ci sia o avvenga di interessante (secondo loro, non secondo voi!!) e a condividerlo con le loro migliaia di follower.

Passando alla tecnologia pura, mi aspettavo di trovare verifiche importanti sulle potenzialità dei beacons per i musei, cultura, arte e turismo in generale, e invece solo qualche timido accenno.
Poi, due ore dopo la fine di BTO, in treno si siede vicino a me un giovane e immediatamente mi chiede di usare il mio caricabatterie per il suo Iphone. Penso subito <<sarà un millennial, meglio assecondarlo>>. Poi, appena inizia a parlare al telefono, trovo la conferma di un concetto credo ampiamente condiviso: gli incontri professionali più interessanti spesso si fanno non all’interno di un evento, ma “intorno” all’evento stesso. In pratica subito dopo inizia per me un’ora di formazione gratuita proprio sui beacons,  questi favolosi “localizzatori”, utilizzabili per applicazioni sviluppate da lui e i suoi partner.
Tra le altre cose mi ha presentato una delle loro app, NextBeach, che trovo interessante perchè soddisfa un bisogno che accomuna una fetta ampia di persone in partenza per una vacanza verso località balneari: capire quali siano le spiagge migliori per le proprie esigenze. NextBeach offre una possibile soluzione, con mappe, descrizioni, servizi presenti, immagini, lidi, voti degli altri utenti..

Innovazione nel turismo al BTO dunque, ma anche sul Frecciarossa (tra l’altro accomunati, in tema di innovazione, da Wi-Fi non proprio al massimo della forma)

Ho dimenticato però di chiedere al mio compagno di viaggio ingegnere se avesse almeno un tatuaggio!!

 

 

 

 

The following two tabs change content below.
Silvio Labanca

Silvio Labanca

Si occupa di turismo (off line ed on line) dal 2002, coordina o segue come consulente progetti di sviluppo e gestione delle destinazioni turistiche. Collabora in maniera continuativa con varie aziende, enti pubblici e strutture ricettive. E' il project manager per la creazione della DMO di Maratea e Valle del Noce.