“Vorrei essere al primo posto… / 2”

“Vorrei essere al primo posto… / 2”
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Difficoltà    

Nell’ultima puntata ci eravamo lasciati con la domanda su ciò che possiamo fare per valorizzare i contenuti del nostro sito web, partendo ovviamente dal presupposto che tali contenuti ci siano.
Faremo riferimento a Google, perché è il motore che copre la maggior parte delle ricerche oggi effettuate su Internet.

In merito ai criteri utilizzati da Google per definire il posizionamento nelle proprie pagine di risultato, anzitutto bisogna chiarire che questi non sono mai stati espressamente indicati, fatta eccezione per l’enunciazione di alcuni comportamenti che porterebbero al contrario ad una penalizzazione, le cd. Indicazioni per i webmasters. Il motivo è presto detto: Google vuole che i suoi risultati siano il più possibile naturali, cioè non frutto di manipolazioni da parte degli esperti SEO, e ciò può essere ottenuto non divulgando i criteri di posizionamento utilizzati.

Le indicazioni che seguono quindi sono principalmente il frutto delle osservazioni dei principali esperti SEO italiani, ovviamente soggette a variazioni anche significative nel tempo, con l’evolversi della tecnologia e delle strategie di Google: lungi dal voler essere un elenco esaustivo, ma che riuscirebbe anche troppo tecnico e quindi noioso, l’intento è quello di fornire ai possessori di un sito internet, in particolare nel campo turistico, un quadro della questione.

Parleremo di pagina e non di sito web, perché un motore di ricerca indicizza, cioè memorizza nel proprio archivio le singole pagine: può accadere benissimo infatti (anzi normalmente accade) che pur appartenendo allo stesso sito web una pagina abbia una determinata posizione ed un’altra una completamente diversa; parliamo poi di posizione ovviamente sempre in riferimento ad una determinata chiave di ricerca, tale che la pagina avrà quella posizione per quelle specifica parole chiavi e non per altre. In realtà il concetto stesso di posizione oggi assume una valenza particolare, poiché è ormai assodato che risultati e posizionamento sono fortemente influenzati da situazioni soggettive, nel senso che se effettuiamo le nostre ricerche con un account google attivo, ciò che abbiamo cercato in passato, la nostra posizione geografica, le informazioni del nostro profilo, ecc. influenzeranno fortemente i risultati ottenuti. Dovremo quindi più propriamente parlare di posizione media.

I fattori in base ai quali Google, secondo quanto si è potuto osservare, decide il posizionamento di una pagina possono grosso modo essere suddivisi in due grandi categorie: fattori interni alla pagina e fattori esterni alla pagina.

I fattori interni alla pagina riguardano per lo più aspetti tecnici relativi alle caratteristiche del codice di programmazione con cui una pagina è stata realizzata: sono informazioni normalmente invisibili ai profani ma che ad un occhio più esperto potrebbero immediatamente evidenziare alcune carenze del sito.

Nel realizzare una pagina in pratica, colui che si occupa dell’ottimizzazione deve puntare a determinate parole chiavi (keywords) e fare in modo che siano presenti all’interno di specifici comandi del codice (tag), all’interno del testo della pagina, in determinate posizioni, con una certa frequenza.

Tra i fattori interni al sito rientrano la quantità e qualità di link che dal sito puntano verso l’esterno, i cd. Outbounds links, la cui presenza serve a dimostrare che quella pagina non è un’ isola sperduta nel mare di Internet, ma che piuttosto fa parte di una rete di relazioni.
Quando parliamo della qualità dei link non ci riferiamo tanto alla “bellezza” delle pagine collegate, ma piuttosto al loro essere in tema con la nostra pagina, alla loro ricchezza di contenuti e informazioni.

Tra i fattori interni rientra la frequenza di aggiornamento della pagina: a Google non interessano vecchie cose messe lì tanto tempo prima e di cui magari anche il proprietario si è dimenticato… Rientrano anche la quantità e qualità del testo presente nella pagina, soprattutto ai fini dei fattori esterni, di cui parleremo nei prossimi post.
La conseguenze che emergono da queste considerazioni sono tante e si possono riassumere in un concetto: in primo luogo, la realizzazione di un sito internet non può essere improvvisata, ma è sempre il frutto di una attenta analisi dei propri obiettivi e delle caratteristiche del proprio business.

Anche se vi affidate ad un professionista, ricordate che voi meglio di chiunque altro conoscete la vostra attività, quindi il vostro supporto e la vostra collaborazione al suo lavoro è fondamentale per il successo.

Ma, soprattutto, cominciate a pensare la vostra attività non come uno scoglio perso nel mare, ma come un centro di relazioni: guardatevi intorno, cercate nella Rete altre realtà che affrontano i vostri stessi temi, collegatevi a loro, fornite informazioni, novità, servizi. Richiede tempo e impegno, può essere fonte di arricchimento umano e professionale, ma anche di visibilità.
Attendo i vostri pareri, ma anche domande o curiosità.

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Roberto Bruno
Web Developer con una innata passione per i progetti innovativi, si occupa di web e formazione dal 2000, ma non disdegna puntate nel mondo della cultura, del turismo e dell’ambiente. Appassionato di viaggi e di nuovi sapori, prova a coniugare tutto nella sua passione per la tecnologia e per il variegato mondo di internet e dei social, spaziando da un blog sui prodotti tipici al turismo.
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